Scudo SEO
Rilevare il cloaking: confronta cosa vede Googlebot con cosa vedono i visitatori
Il cloaking mostra a Google pagine diverse da quelle dei visitatori. Da fuori è quasi invisibile: per questo lo guardiamo anche da dentro.
Il problema
Il malware più furbo si nasconde proprio a te.
Molte infezioni SEO mostrano lo spam solo a Googlebot, oppure fanno un redirect solo a chi arriva da Google o da mobile. Tu apri il sito e lo vedi perfetto.
Chi controlla da fuori fingendosi Googlebot viene spesso riconosciuto e ingannato, perché l’IP non è quello di Google.
Come funziona
Quattro punti di vista sulla stessa pagina.
- 1
Visitatore, da Google e mobile
Scarichiamo la pagina come un visitatore normale, come chi arriva da una ricerca Google e come uno smartphone.
- 2
Googlebot verificato, dall’interno
L’agente registra un riassunto di ciò che il sito ha servito al vero Googlebot, verificato con il DNS inverso: nessun trucco sull’IP.
- 3
Confronto e parere
Titoli, link, redirect e testo vengono confrontati. Un parere AI facoltativo spiega cosa sta succedendo e cosa ripulire.
Nel dettaglio
Cosa emerge.
- Titoli e contenuti diversi per Googlebot
- Redirect condizionali verso siti di spam per chi arriva da Google o da mobile
- Link nascosti e parole di spam nella pagina
- Parole in caratteri giapponesi o cinesi inattese
- Parere AI facoltativo, con crediti mensili inclusi nello Scudo SEO
FAQ
Domande frequenti
Come fate a sapere cosa vede davvero Googlebot?
L’agente, dall’interno del sito, riconosce le visite del vero Googlebot verificandone l’indirizzo con il DNS inverso e registra un riassunto della pagina servita. Non salviamo l’HTML completo.
Il parere AI è obbligatorio?
No, i controlli funzionano senza. Il parere AI è facoltativo e usa i crediti del piano.
Funzioni collegate
Da vedere insieme
Provalo sui siti dei tuoi clienti.
Durante la beta accogliamo le agenzie a piccoli gruppi e configuriamo insieme i primi siti.