Blacklist
Controllo delle blacklist: Google, Spamhaus e le altre
Quando un sito finisce in blacklist, Chrome mostra una pagina rossa e le email del cliente finiscono nello spam. Spesso è il primo segno visibile di un’infezione.
Il problema
La schermata rossa arriva prima della telefonata del cliente.
Google segnala i siti che distribuiscono malware o phishing, e i servizi antispam elencano domini e IP usati per inviare spam. Il cliente se ne accorge quando i visitatori spariscono.
Uscire da una blacklist richiede pulizia e richiesta di revisione: prima si parte, meglio è.
Come funziona
Un controllo quotidiano sulle liste principali.
- 1
Google Web Risk
Verifichiamo l’URL del sito con l’API di Google che alimenta Safe Browsing.
- 2
Liste antispam
Controlliamo dominio e IP su Spamhaus DBL e ZEN, SURBL e SpamCop.
- 3
Avviso
Un inserimento genera un allarme con la lista coinvolta, e si chiude quando il sito viene rimosso.
Nel dettaglio
Liste controllate.
- Google Web Risk (Safe Browsing)
- Spamhaus DBL per il dominio e ZEN per l’indirizzo IP
- SURBL e SpamCop
- Risposte “rifiutate” dai server delle liste distinte da un vero inserimento: niente falsi allarmi
FAQ
Domande frequenti
Cosa faccio se il sito è in blacklist?
Per prima cosa va trovata e rimossa la causa: la sezione sicurezza del sito ti aiuta con integrità del core, file sospetti e spam SEO. Poi si chiede la revisione alla lista.
Il controllo blacklist richiede il plugin?
No, si fa dall’esterno con il dominio del sito.
Funzioni collegate
Da vedere insieme
Provalo sui siti dei tuoi clienti.
Durante la beta accogliamo le agenzie a piccoli gruppi e configuriamo insieme i primi siti.