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Spam SEO

Spam SEO nella sitemap: il segnale che il sito è stato hackerato

Lo spam SEO non manda giù il sito e raramente tocca la home. Si vede come centinaia di nuovi URL nella sitemap, pronti a rubare posizionamento.

Il problema

Il sito sembra normale. Google vede altro.

Il cosiddetto “Japanese keyword hack” e le sue varianti creano migliaia di pagine spam su farmaci, casinò o prestiti, visibili ai motori di ricerca e spesso nascoste ai visitatori.

Quando il cliente nota il calo di traffico, Google ha già indicizzato lo spam.

Come funziona

Sitemap e robots.txt sotto osservazione.

  1. 1

    Lettura quotidiana

    Leggiamo la sitemap del sito e il file robots.txt.

  2. 2

    Analisi

    Cerchiamo crescite improvvise di URL, link ad altri domini, parole tipiche dello spam e regole che bloccano i motori di ricerca.

  3. 3

    Avviso

    Ricevi un avviso con gli esempi di URL sospetti, per verificare in un attimo.

Nel dettaglio

Cosa rileviamo.

  • Crescite improvvise del numero di URL nella sitemap
  • URL con parole su farmaci, casinò, prestiti e altri temi di spam
  • Link a domini esterni nella sitemap
  • robots.txt modificato o che blocca tutti i motori di ricerca
  • Con lo Scudo SEO, confronto diretto tra ciò che vede Googlebot e ciò che vedono i visitatori

FAQ

Domande frequenti

Cos’è il Japanese keyword hack?

Un’infezione che crea automaticamente migliaia di pagine con testo giapponese o spam commerciale, per sfruttare il posizionamento del sito. Si nota nella sitemap e nei risultati di Google.

Serve il plugin per questo controllo?

No, sitemap e robots.txt sono pubblici. Il plugin aggiunge i controlli sui file e il confronto dall’interno del sito.

Provalo sui siti dei tuoi clienti.

Durante la beta accogliamo le agenzie a piccoli gruppi e configuriamo insieme i primi siti.